"BIBLIOTECA LA FENICE"

CARLA ROSSI ACADEMY – INITS
&
CASA EDITRICE LE LETTERE – FIRENZE


PRESENTAZIONE DEL CURATORE

L’iniziativa di un’importante azienda privata toscana di entrare col suo prestigio nell’ambito della produzione di “opere dell’ingegno” (per impiegare una togata espressione giuridica), e più esattamente di libri di saggistica storico-filosofica e artistico-letteraria, è da salutare con molto favore e, visti i difficili tempi che viviamo in sede economica, con particolare ammirazione. In effetti la cultura italiana ha oggi più che mai bisogno non di sopravvivere ma di vivere in modo energico e attivo, per portare il suo prezioso contributo a una società attraversata da una crisi che è anche crisi di idee e di valori.
Colpisce inoltre assai favorevolmente la consapevolezza e la determinazione con cui la neonata “Biblioteca La Fenice” ha scelto la strada di un lavoro accentuatamente interdisciplinare. Oggigiorno il mondo universitario e culturale va chiedendo con forza che certe barriere di ‘generi’ e ‘discipline’, tanto note quanto invecchiate, siano abbattute. Il sapere davvero vivo è un sapere fatto di molti saperi che scoprono sempre più la fecondità degli incroci, degli innesti, delle contaminazioni tra ‘materie’ diverse. I problemi reali dello spirito umano e del suo cammino nel tempo non nascono in compartimenti stagni, e tendono sempre più a intrecciare, tematicamente e metodologicamente, i loro sviluppi.
Per quanto riguarda gli aspetti programmatici della nuova Collana, essi appaiono perfettamente in linea con quell’ “ontologia dell’attualità” di cui parlava, prima della sua morte prematura, il grande filosofo francese Michel Foucault. La “Biblioteca La Fenice” sarà un laboratorio anzitutto di “umanologia”, intendendosi con questo termine l’insieme delle ricerche e delle indagini che si compiono nell’ambito dell’umano — un umano senza aggettivi, se è vero che sia i problemi sia le curiositates dell’uomo possono riguardare i campi più diversi dell’umana avventura nella storia: dall’arte alla letteratura, dalle scienze alla filosofia, dagli interrogativi sul ‘politico’ al perseguimento etico-assiologico di nuovi criteri di valore in grado, come diceva un altro grande del pensiero novecentesco, Karl Jaspers, di “orientarci” nel mondo per evitare il “naufragio”. Non mi è neppure sfuggita la simpatia della Collana (e dei suoi creatori e responsabili) per la metodologia ermeneutica.In anni ormai non recentissimi Gianni Vattino ha potuto definire l’ermeneutica la nuova koiné del nostro tempo, cioè il minimo comune denominatore delle teorie e dei linguaggi attraverso i quali buona parte dell’intellighentsia contemporanea va esponendo le proprie concezioni. Oggi, quello che allora poteva apparire solo un auspicio o una profezia si è trasformato in realtà. L’ermeneutica è la prospettiva dell’interrogazione aperta dei testi e dei problemi; della ricerca della comunicazione e della “fusione di orizzonti” di cui parlava il suo co-fondatore più sistematico, Hans-Georg Gadamer; del rifiuto sia del filologismo sia del formalismo che in più modi riducono le opere culturali a morti dati o a statiche architetture. E poi, ermeneutica vuol dire oggi, nuovamente, uomo: uomo come ente storico (Dilthey), come soggetto donatore-di-senso (Husserl), come abitante del mondo alla ricerca dell’Essere sinngebend o di una sua parusia (Heidegger), come ente elaboratore di simboli (Cassirer) o di significati da “costruire” (Goodman).
Da tutti questi punti di vista anche l’ancoramento pratico della “Biblioteca La Fenice” alla Carla Rossi Academy — ben nota agli specialisti e a tanti giovani studiosi delle più varie nazionalità — assume un significato insieme assai preciso e assai illuminante. In tema di scelte culturali, la Carla Rossi Academy vuol dire infatti studio dell’Antico nei suoi rapporti col Moderno; il mondo classico, Dante e con lui un Medioevo colmo di problemi e di aperture da esaminare secondo prospettive intellettuali (in primis ermeneutiche) appropriate; Umanesimo e Rinascimento considerati anche come micrologia di un certo modo di essere-uomini; pittura, scultura, architettura intrecciate con quella che Eugenio Garin chiamava la “vita civile”. Sotto un diverso profilo la Carla Rossi Academy significa anche valorizzazione delle relazioni internazionali, riscoperta delle radici europee da parte della cultura nordamericana e autre: un Oceano Atlantico divenuto in qualche modo il Mare nostrum di un’unica civiltà oggi intercontinentale.
Questo è stato, ed è, l’orizzonte geografico-culturale della Carla Rossi Academy; e questo diviene ora l’orizzonte anche della “Biblioteca La Fenice”, che dell’Academy si appresta a divenire una delle espressioni più prestigiose. Non ci resta che formulare l’augurio consueto ‘Lunga vita a ciò che oggi nasce con così buone intenzioni e con ancor migliori auspici’.

 

Sergio Moravia
Filosofo - Università di Firenze
(Ottobre, 2005)

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